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24
Giu
13

Il restauro per i beni culturali nel nuovo sito unocad: www.unoarte.it

Unocad presenta il nuovo sito dedicato ai Beni Culturali. Un sito che propone le tecnologie più innovative rivolte all’arte. Servizi di scansione 3D per la catalogazione e il restauro, il reverse engineering e prototipazione rapida per la riproduzione e l’integrazione di opere d’arte plastica.

Da oltre dieci anni UnoArte (art division di Unocad Srl) è  tra le poche realtà in Italia ad offrire tecnologie innovative rivolte all’arte e in particolare ai Beni Culturali: servizi di scansione 3D per la catalogazione e il restauro di tutte le tipologie di manufatti, e servizi di reverse engineering e prototipazione rapida per la riproduzione e l’integrazione di opere d’arte plastica. Lavoriamo per Soprintendenze Italiane e Musei europei che ci scelgono per la nostra comprovata esperienza e per le tecnologie non invasive che utilizziamo: l’originale non viene né toccato né spostato, garantendone così la completa tutela e salvaguardia.

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Scaligere_Verona  Paolina-Borghese

Duca-di-Galliera  Guscio-protettivo

Operando consapevolmente su manufatti artistici di grande rilievo per la collettività, preziosi anche nei materiali, siamo costantemente impegnati nell’aggiornamento delle tecnologie e metodologie d’intervento. Tale impegno ci ha condotti a importanti risultati: l’ideazione di gusci per il trasporto ad alta sicurezza delle opere, e l’applicazione della tecnologia 3D ai dipinti, portatrice di inedite possibilità legate alla registrazione di una carta d’identità digitale, caratteristica di ogni opera pittorica.

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L’efficacia di queste tecnologie è documentata dai lavori già svolti e presentati, mediante fotografie, dati scientifici e le considerazioni dei nostri committenti, nel nostro nuovo sito Arte: www.unoarte.it

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Per tutti questi motivi siamo operativi per Soprintendenze e Musei, nell’ambito della catalogazione, della conservazione e della riproduzione di opere d’arte.

10
Giu
13

Il San Giovannino di ùbeda risorto in 3D – Convegno internazionale a Firenze

Il 26 luglio 1936 nei primi giorni della Guerra Civile spagnola, la statua di Úbeda venne ridotta in pezzi dalla furia iconoclasta dei repubblicani. A distanza di quasi ottanta anni dalla distruzione, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha restaurato il San Giovannino proveniente dalla Capilla del Salvador de Úbeda (Spagna), attribuito da Manuel Gómez Moreno nel 1930 a Michelangelo. Più di recente l’attribuzione è stata ripresa e sostenuta da Francesco Caglioti sulla base di nuovi studi anche di carattere stilistico, iconografico e documentario. Ha iniziato la sua verifica proprio dalle foto, andando a cercarle in varie fototeche storiche e reperendone una quindicina.

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È stata l’energica volontà di recuperare la scultura da parte della Fondazione culturale della Casa Ducale di Medinaceli, proprietaria dell’opera, già nella Cappella del Salvatore della cittadina andalusa, a rendere possibile la fruttuosa collaborazione con il Settore dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che si è prodigato nella ricerca delle metodologie da applicare in questo caso di studio e nel reperimento delle risorse necessarie.
Per un lungo periodo infatti i frammenti sono stati lontani dal dibattito critico, nonostante l’illustre attribuzione al maestro fiorentino e l’altissima qualità artistica del San Juanito già appartenuto a Francisco de los Cobos, segretario dell’imperatore Carlo V.
La ricomposizione dei pochi frammenti rimasti della scultura rappresenta un momento unico di riflessione critica, ma anche un’importante sfida per il conservatore. Di fatto, gli scarsi pezzi recuperati non permettevano la restituzione dell’opera nella sua integrità. L’utilizzo delle tecnologie digitali di scansione tridimensionale, applicate negli ultimi tempi per la realizzazione di copie di opere d’arte, ha permesso il montaggio dei frammenti grazie ad un modello virtuale che ha consentito di determinarne l’esatta posizione, a partire dalle fotografie storiche.
Durante il convegno interverranno i ricercatori dell’OPD e degli enti, soprintendenze, Università, Musei internazionali coinvolti nel progetto di studio e restauro.

Sarà presente anche Ivano Ambrosini di UNOCAD Srl che farà un intervento sulle “Tecnologie di scansione e di prototipazione 3D nel restauro integrativo scultoreo”.

Programma del convegno

Firenze 24-25 giugno 2013
Convegno (programma suscettibile di variazioni)
Informazioni di servizio:
Durante il convegno sarà attivata la traduzione simultanea.

E’ prevista la stampa degli Atti del Convegno in lingua italiana e spagnola, che potranno essere prenotati.
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi on line   (sino al  raggiungimento del numero di  persone  consentito dalla sala e comunque entro il 20 giugno) presso il sito dell’Opificio delle Pietre Dure.

Luogo del convegno
Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Via F. Portinari 5, 50122 Firenze

Fonte: Opificio delle Pietre Dure

16
Mag
13

Il capolavoro greco del Giovane di Mozia clonato in scala 1:1 con la più grande macchina di prototipazione

Realizzata da Unocad di Altavilla Vicentina una replica perfetta, in resina  stereolitografica, della celebrata statua greca. Sarà esposta al Museo Whitaker di Mozia fino al rientro dell’opera originale, attualmente negli USA

La sua visione lascia a bocca aperta: si tratta, del resto, di una delle più pregevoli sculture tornate alla luce dall’antichità.
Ora il “Giovane di Mozia”, detto anche “Efebo” o “Auriga” di Mozia, l’affascinante statua marmorea rinvenuta e conservata nella piccola isola della Sicilia occidentale, ha anche un gemello. Un clone perfetto, in resina stereolitografica, leggerissimo e in scala 1:1, in grado di sostituirsi – tutelandone la conservazione – al suo inestimabile originale.
Realizzato tramite prototipazione rapida dalla divisione arte della Unocad di Altavilla Vicentina (Vi), è il primo clone del suo genere in Italia.

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Sogno espositivo di tanti curatori di musei, il capolavoro greco è stato inserito da una recente direttiva della Regione siciliana in una lista di 21 opere inamovibili.
Ma l’Auriga di Mozia è stato e continua ad essere un autentico globetrotter: dopo avere estasiato il pubblico alla mostra olimpionica del British Museum di Londra, si trova attualmente in prestito espositivo al J. Paul Getty Museum di Malibù, in California.
Viaggi in prestiti lunghi e ripetitivi, tuttavia, rischiano di compromettere il suo stato di conservazione in modo irreversibile. Da qui l’idea di realizzarne una copia perfetta nei dettagli, messa in atto da Unocad che già in passato aveva riprodotto a scopo didattico, sulla base del modello virtuale ottenuto da una scansione in 3D sull’opera originale, una prima e unica replica in gesso dell’Auriga per la gipsoteca dell’Università La Sapienza di Roma.
Il nuovo replicante del “Giovane di Mozia” – vuoto all’interno, con uno spessore della superficie riprodotta di appena 2,3 millimetri e di peso inferiore ai 6 kg – è stato creato con l’utilizzo della più grande macchina di prototipazione rapida esistente al mondo, brevettata come Mammoth Stererolithography.

La nostra iniziativa – dichiara Ivano Ambrosini, Ad di Unocad – intende spronare quel processo che dovrebbe assicurare i nostri capolavori ai musei proprietari e garantire contestualmente il prestito di cloni assolutamente fedeli, senza rischi, con bassi costi nei trasporti e nelle assicurazioni dell’opera.”
Il clone dell’Auriga sta ora per sbarcare in Sicilia: la copia verrà presentata ufficialmente dal Prof. Lorenzo Nigro, Direttore della Missione archeologica a Mozia della Sapienza, presso la Villa Malfitano, sede della Fondazione Giuseppe Whitaker, a Palermo giovedì 23 maggio alle ore 17,00. All’evento parteciperanno le Autorità della Regione Siciliana. Venerdì 24 maggio la statua replicata si trasferirà a Mozia, dove rimarrà esposta al Museo Whitaker – concessa in prestito gratuito da Unocad Divisione Arte – fino al rientro dell’opera originale.

L’obiettivo auspicato è quello di dotare stabilmente il “Giovane di Mozia” della sua controfigura in resina stereolitografica, adatta a reggere alle sollecitazioni e allo stress delle esposizioni in giro per il mondo. Permettendo al suo gemello originale, più anziano di quasi 2500 anni, di rimanere protetto e di godersi in pianta stabile la meritata ammirazione di turisti, studiosi e appassionati nell’isola dove è stato ritrovato, e che gli ha dato il nome.

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05
Apr
13

Il Principe Lubomirski “ritrova” la testa

Nuovo restauro hi-tech su un’opera di Antonio Canova affidato a Unocad: sarà ricostruita e ricollocata al suo posto la testa mancante, distrutta dalla guerra, del gesso possagnese del capolavoro “Il Principe Lubomirski come Amore”

Così bello, da perdere la testa. E in effetti il “Principe Henryk Lubomirski come Amore” – modello originale in gesso, conservato alla Gipsoteca di Possagno, del capolavoro di Antonio Canova – la testa l’ha persa per davvero, distrutta dal bombardamento austriaco sulla Pedemontana del Grappa del novembre 1917.

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Una ferita della Storia che oggi, grazie alle nuove frontiere dell’era digitale, sta per essere finalmente rimarginata.
Dopo il restauro hi-tech del gesso possagnese della “Danzatrice con i cembali”, a cui sono state restituite le braccia mancanti grazie alle più evolute tecnologie di scansione 3D e di modellazione matematica computerizzata, UnoCad farà infatti rinascere con lo stesso procedimento lo splendido volto del principino polacco, ritratto a grandezza naturale da Antonio Canova nel 1787 e raffigurato come Amore, sul modello acefalo di Possagno.
Un innovativo progetto che oggi trova la sua concreta esecuzione, ma che nasceva di fatto già sei anni fa. Nel 2007 – in occasione dell’esposizione a Possagno del marmo originale del “Principe Lubomirski come Amore”, conservato nel castello Lubomirski a Łançut, in Polonia – gli specialisti di Unocad hanno realizzato la scansione tridimensionale della testa, il cui modello matematico virtuale sarà ora utilizzato per riprodurne una replica perfetta in gesso.

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Il “clone” della testa del “Principe” sarà quindi creato con una stampante 3D a prototipazione rapida, e dopo la rifinitura finale sarà collocato sul modello di gesso della Gipsoteca, di cui è stato pure acquisito il modello matematico tridimensionale.
La tecnologia all’avanguardia permetterà così di ammirare il gesso del “Lubomirski” in tutta la sua ritrovata bellezza, ricostruito e restaurato, con una mostra-evento che sarà organizzata nei prossimi mesi.
Il sofisticato restauro è stato presentato in una conferenza stampa a Possagno, indetta e coordinata dal direttore della Gipsoteca Canoviana Mario Guderzo.

Sono intervenuti, nell’occasione, il presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno, on. Giancarlo Galan; la soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Veneto Orientale, Marica Mercalli e i presidenti dei Rotary Club del territorio, finanziatori dell’intervento.
Presente inoltre all’incontro stampa in Gipsoteca, in rappresentanza di UnoCad, l’amministratore Ivano Ambrosini: un nuovo incarico di prestigio per l’azienda di Altavilla Vicentina, diventata ormai un nome di riferimento nazionale nel campo dell’acquisizione tridimensionale e del reverse engineering applicati all’Arte.

26
Mar
13

L’arte dell’eccellenza: scansioni 3D direttamente sull’UOMO per ideare e creare nuovi oggetti in tempo reale

Al MECSPE, rassegna delle tecnologie innovative alle Fiere di Parma, l’azienda vicentina mostra le applicazioni del 3D scanner in aiuto alla modellazione virtuale della figura umana

Il futuro? E’ presente in fiera. Evolute tecnologie in 3D adattate all’uomo, per aprire la nuova frontiera della creazione di oggetti di uso quotidiano perfettamente ed ergonomicamente su misura, per progettare e realizzare soluzioni sempre più rispondenti alle nostre necessità e migliorare la nostra vita.

E’ la visione hi-tech di UnoCad, azienda di Altavilla Vicentina altamente specializzata nelle tecnologie 3D, reverse engineering e prototipazione rapida, che dal 21 al 23 marzo 2013 esporrà al MECSPE, la rassegna delle tecnologie per l’innovazione alle Fiere di Parma, alla quale partecipa dalla prima edizione.

Nell’ambito della rassegna parmense, UnoCad sarà protagonista dell’“Unità Dimostrativa dalla Meccanica all’Arte”: uno spazio interattivo in cui i visitatori possono assistere a dimostrazioni in tempo reale delle migliori tecnologie disponibili sul mercato per settori trasversali di eccellenza.

Nell’occasione, gli avanzati sistemi di scansione e di modellazione tattile – già applicati con successo dall’azienda vicentina nel mondo dell’Arte, per la creazione di perfette repliche digitali dei capolavori del passato – saranno messi a servizio della figura umana, in un affascinante percorso tra il “fisico” e il “virtuale”.

I tecnici di UnoCad effettueranno la scansione 3D di una persona, con uno scanner ottico a frange di luce, non invasivo e conforme alle norme di sicurezza.

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Sarà così acquisito il modello matematico coerente della figura scansionata, che viene in questo modo “scolpita” e replicata al computer.

Contemporaneamente, sulle workstation allestite nell’Unità Dimostrativa, alcuni designer lavoreranno sulle matematiche virtuali a tutto tondo generate dalla scansione per ideare un oggetto perfettamente compatibile con i dati della persona: un orologio, una montatura di occhiali, un berretto, un casco, un bracciale, una cintura, una scarpa e quant’altro.

L’oggetto progettato al computer diventerà quindi, sempre in real time, un oggetto reale: è la parte più spettacolare della dimostrazione in diretta, nella quale un apposito materiale in resina plastica, grazie a precise procedure computer-guidate, prende l’esatta forma e dimensione del modello virtuale.

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I visitatori del MECSPE potranno assistere ai due diversi sistemi di creazione, dal progetto virtuale agli oggetti personalizzati: per asportazione del materiale con una fresa-robot o per addizione di strati di materiale con la prototipazione rapida tramite una stampante 3D.

La tappa conclusiva del percorso si tufferà nuovamente nella realtà virtuale: gli spettatori, con occhiali 3D, visioneranno su uno schermo altri oggetti progettati a seguito della scansione su persona reale.

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Il vero e proprio “focus” dell’Unità Dimostrativa di UnoCad alle Fiere di Parma è quindi l’uomo: le più avanzate tecnologie già oggi al servizio della meccanica fine e della conservazione del patrimonio artistico aprono così il futuro su un settore di grande sviluppo e in gran parte tutto ancora da esplorare.

Sono infatti notevoli le potenzialità di applicazione della scansione tridimensionale e del modello virtuale della figura umana: una tecnologia di eccellenza dalla quale possono nascere idee e prodotti innovativi che vanno dall’abbigliamento alla sicurezza, fino agli oggetti personali di comune uso giornaliero.

14
Feb
13

Rilievi egiziani di Horemheb e Ptahemwia a Saqqara

Il Museo Archeologico di Bologna e il Laboratorio ProtoLab dell’ENEA di Bologna hanno realizzato le copie in marmo di due importanti rilievi egiziani provenienti dalle tombe del generale Horemheb e del maggiordomo regale Ptahemwia, che si trovano nella necropoli di Nuovo Regno a Saqqara, non lontano dalla piramide a gradoni del faraone Gioser.

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Le due copie, realizzate con le più avanzate tecnologie di ingegneria inversa, modellazione CAD 3D e prototipazione rapida, rimarranno esposte presso l’Istituto Italiano di Cultura al Cairo dal 4 al 19 febbraio 2013.

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replica_stele_ptahemuia_unocadIl progetto rappresenta una tappa importante del Memorandum of Understanding sottoscritto nel 2011 tra il Museo Archeologico di Bologna e il Rijksmuseum van Oudheden di Leida ed è stato supportato da C.I.S.E. di Imola (Centro Italiano di Studi Egittologici), Rotary Club di Imola, Tarros S.P.A., UNOCAD, Zanchetta Marmi e Associazione Amici del Museo Archeologico di Bologna – Esagono.

“Un’altra finalità del progetto – prosegue Picchi – è  quella di valorizzare, utilizzare, copie da originali per percorsi tattili, che noi ci immaginiamo non solo per non vedenti ma anche per vedenti che spesso non riescono a cogliere con gli occhi infiniti dettagli, così come sono infiniti i dettagli di questa iscrizione.”

UNOCAD in collaborazione con Zanchetta Marmi ha curato la fase finale della fresatura dei blocchi marmorei.

04
Dic
12

Amore e Psiche stanti del Louvre a Milano dopo il 3D

Arrivano a Milano le opere in marmo ‘Amore e Psiche stanti’ e ‘Psyche et l’Amour’. La scultura di Antonio Canova (il cui gesso sta nell’Ala scarpiana della Gipsoteca di Possagno) e il dipinto di François Gerard saranno esposti dal 1 dicembre 2012, fino al 13 gennaio 2013 a Palazzo Marino (ingresso gratuito). Le due opere, proposte per la prima volta insieme, sono al centro della tradizionale mostra organizzata da Eni e dal Museo del Louvre e ospitata nella sede del Comune di Milano.

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L’esposizione e’ dedicata alle opere di due tra i massimi esponenti del Neoclassicismo, ispirate al mito di Amore e Psiche narrato nelle Metamorfosi di Apuleio. La scultura dedicata da Antonio Canova ad Amore e Psiche stanti, conservata al museo del Louvre e per la prima volta esposta a Milano, grazie alle scansioni tridimensionali eseguite sul gesso di Possagno da parte di Unocad con scanner Breuckmann 3D, prende vita in un momento d’oro della produzione dell’artista veneto.

26
Nov
12

Tre Grazie in 3D del Canova

Un eccellente lavoro presso la collezione della Galleria Nazionale Scozzese è stato eseguito da Unocad utilizzando la tecnologia 3D nel mondo dell’arte sull’opera delle Tre Grazie, capolavoro in marmo della scultura neoclassica scolpita da Antonio Canova nel 1815-1817. Il gruppo rappresenta Eufròsine, Aglaia e Talìa, figlie di Zeus e di Eurinom, secondo la mitologia greca.

Le Tre Grazie è una delle opere più celebrate di Antonio Canova ed è considerato il simbolo dell’intero movimento neoclassico. Purtroppo il gruppo in gesso è stato danneggiato dai bombardamenti nel 1917.

Il dott. Mario Guderzo, direttore della Gipsoteca Canoviana di Possagno e il team di Unocad, si sono recati a Edinburgo con sofisticate apparecchiature di scansione 3D (scanner Breuckmann a frange di luce) basate su un metodo di misura tridimensionale (reverse engineering) senza contatto, non invasivo, per contribuire a ripristinare le parti danneggiate sul calco di Possagno. La Gipsoteca Canoviana di Possagno, laboratorio e studio del Canova al tempo, è ora un museo pubblico particolarmente ricco di modelli di lavoro in scala e di calchi in gesso.

Il curatore presso la Scottish National Gallery, Aidan Weston-Lewis, ha dichiarato: “Siamo lieti di collaborare con i nostri colleghi italiani su questo progetto, e di giocare un piccolo ruolo nel facilitare il ripristino dei gessi a Possagno. E’ la prima volta che una tecnologia di questo tipo è stata utilizzata nelle Gallerie Nazionali, per cui, si tratta di una esperienza di apprendimento positiva anche per noi“.

A sinistra, dott. Aidan Weston-Lewis con il dott. Mario Guderzo

National Gallery: scansione 3D                                                                                                                                         

Ivano Ambrosini di Unocad e il Dott. Mario Guderzo della Gipsoteca di Possagno

La scultura di Edimburgo è stato commissionato dal duca di Belford e installato su un piedistallo in un tempio costruito appositamente nella sua casa di campagna, Wobourn Abbazia nel Bedfordshire. E’ ormai condiviso congiuntamente tra le National Galleries of Scotland e il Victoria & Albert Museum di Londra.

Dopo essere stato esposto negli ultimi sette anni a Edinburgo, l’opera scultorea andrà in mostra a Londra all’inizio del prossimo anno.

10
Ott
12

BARRY X BALL – L’ossessione dell’oggetto

LUCCA – Museo Nazionale di Palazzo Mansi

17 ottobre – 17 novembre 2012

Nell’estate 2008 Barry X Ball ha avuto la possibilità straordinaria di lavorare su La dama velata (La Purità) di Antonio Corradini, un busto in marmo bianco di epoca barocca appartenente alla collezione permanente di Cà Rezzonico a Venezia. Ball in collaborazione con i suoi partner tecnici della Unocad, hanno realizzato la scansione digitale in 3D dell’opera di Corradini utilizzando uno scanner Breuckmann a frange di luce non invasiva di ultima generazione.

Nello studio newyorkese di Ball i dati della scansione sono stati modificati e rielaborati in modo sostanziale con varie applicazioni che consentono di ‘scolpire’ in modo virtuale: ogni dettaglio del modello virtuale tratto dal Corradini è stato alterato a computer. Piccoli danni dovuti al tempo sono stati risanati. Il drappeggio è stato reso più soffice e liscio, così che il vestito e il corpo che esso nasconde avessero la stessa consistenza. Un ulteriore panneggio è stato aggiunto sia sul retro che nella parte bassa della figura, per creare un’opera veramente a tutto tondo e non soltanto frontale. La croce latina è stata eliminata dalla scollatura per rendere il velo più universale, in omaggio a Venezia quale luogo d’incontro di culture (Europa, Asia, Africa) e religioni (cristiana, islamica, ebrea). La dimensione del seno è stata leggermente aumentata per far prevalere l’aspetto carnale del delicato equilibrio tra pietà e sensualità. La scultura è speculare rispetto a quella del Corradini per realizzare un’immagine straniante, non familiare, sottilmente nuova – per creare una visione trasformata della scultura originale, come se essa si vedesse riflessa in uno specchio.

I dati digitali sono stati poi utilizzati da un laboratorio di Carrara per sgrezzare la scultura in onice con frese ad alta velocità montate su un robot dotato di CNC (computer a controllo numerico) e guidato dal software CATIA CAM (fresatura con computer). La scultura grezza è stata quindi spedita a New York nello studio dell’artista per la finitura a mano. Dopo più di 1500 ore di intaglio, sabbiatura e lucidatura – seguite dalla stesura finale di un velo di resina come impregnante – la scultura era finalmente ultimata. Dal concepimento al completamento, la realizzazione del lavoro è durata più di tre anni.

Per l’evento è previsto il libero ingresso, secondo i seguenti orari dal martedì al sabato: 8.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)

17
Set
12

Acquisizione digitale 3D per la mostra Metamorfosi di Ovidio

“METAMORFOSI Miti d’amore e di vendetta nel mondo romano” è la mostra che il Dipartimento dei Beni culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica dell’Università degli Studi di Padova ha organizzato a conclusione di un progetto di ricerca, durato diversi anni, sull’opera del poeta latino Ovidio (vissuto tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.), il cui poema Metamorfosi rappresenta la più grande “enciclopedia dei miti” che raccoglie più di duecento storie nelle quali i protagonisti, alla fine di rocambolesche vicende, si trasformano in altro: pianta, roccia, fiore, animale…

Proprio le bellissime narrazioni di Ovidio hanno ispirato il percorso della mostra, nella quale grazie ad affreschi, gemme, avori e sculture, si illustra come nel mondo antico l’uomo vivesse circondato dai personaggi del mito. Dei ed eroi, mortali e immortali s’incontrano e si scontrano in vicende d’amore, di tradimento, di vendetta, di morte violenta o accidentale, accompagnando l’uomo romano in tutti i momenti della sua vita: all’interno della casa, rappresentati sulle pareti dei diversi ambienti, o sulle gemme che impreziosivano i gioielli, o ancora eternati sulle casse dei sarcofagi o all’interno delle tombe.

 Per l’allestimento della mostra “Metamorfosi” che si terrà nei locali espositivi del Centro di Ateneo per i Musei (CAM) dell’Università di Padova dal 29 settembre al 1 dicembre 2012, vi era necessità di replicare tre lastre marmoree da sarcofago, conservate rispettivamente nel:

1- Museo Lapidario Maffeiano – Verona

2- presso l’unità operativa Ville e Parchi Storici – Galleria Borghese – Roma

3- Museo Archeologico Nazionale di Venezia,

in modo che le copie una volta realizzate e perfette agli originali potessero essere esposte nella sede della mostra.

A questo scopo l’Organizzazione della mostra ha interpellato la ditta UNOCAD divisione arte di Altavilla Vicentina (VI) la quale ha proposto l’adozione di due tecnologie emergenti: l’Ingegneria Inversa e la Prototipazione Rapida.

Il crescente interesse nell’utilizzo di queste tecnologie nei Beni Culturali, deriva dal fatto che l’acquisizione digitale tramite “3D optical scanner” avviene senza alcun contatto fisico con le superfici dell’opera, nel pieno rispetto della sua integrità.

 Il percorso tecnologico seguito passa attraverso due fasi distinte: l’acquisizione della geometria del reperto e la successiva produzione rapida, realizzata con l’uso di materiale leggero, nel caso della prima copia tramite prototipazione rapida in gesso con tecnologia additiva, mentre per le altre due per asportazione da un blocco di resina modellistica e tramite una fresatrice a controllo numerico.




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