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26
Nov
12

Tre Grazie in 3D del Canova

Un eccellente lavoro presso la collezione della Galleria Nazionale Scozzese è stato eseguito da Unocad utilizzando la tecnologia 3D nel mondo dell’arte sull’opera delle Tre Grazie, capolavoro in marmo della scultura neoclassica scolpita da Antonio Canova nel 1815-1817. Il gruppo rappresenta Eufròsine, Aglaia e Talìa, figlie di Zeus e di Eurinom, secondo la mitologia greca.

Le Tre Grazie è una delle opere più celebrate di Antonio Canova ed è considerato il simbolo dell’intero movimento neoclassico. Purtroppo il gruppo in gesso è stato danneggiato dai bombardamenti nel 1917.

Il dott. Mario Guderzo, direttore della Gipsoteca Canoviana di Possagno e il team di Unocad, si sono recati a Edinburgo con sofisticate apparecchiature di scansione 3D (scanner Breuckmann a frange di luce) basate su un metodo di misura tridimensionale (reverse engineering) senza contatto, non invasivo, per contribuire a ripristinare le parti danneggiate sul calco di Possagno. La Gipsoteca Canoviana di Possagno, laboratorio e studio del Canova al tempo, è ora un museo pubblico particolarmente ricco di modelli di lavoro in scala e di calchi in gesso.

Il curatore presso la Scottish National Gallery, Aidan Weston-Lewis, ha dichiarato: “Siamo lieti di collaborare con i nostri colleghi italiani su questo progetto, e di giocare un piccolo ruolo nel facilitare il ripristino dei gessi a Possagno. E’ la prima volta che una tecnologia di questo tipo è stata utilizzata nelle Gallerie Nazionali, per cui, si tratta di una esperienza di apprendimento positiva anche per noi“.

A sinistra, dott. Aidan Weston-Lewis con il dott. Mario Guderzo

National Gallery: scansione 3D                                                                                                                                         

Ivano Ambrosini di Unocad e il Dott. Mario Guderzo della Gipsoteca di Possagno

La scultura di Edimburgo è stato commissionato dal duca di Belford e installato su un piedistallo in un tempio costruito appositamente nella sua casa di campagna, Wobourn Abbazia nel Bedfordshire. E’ ormai condiviso congiuntamente tra le National Galleries of Scotland e il Victoria & Albert Museum di Londra.

Dopo essere stato esposto negli ultimi sette anni a Edinburgo, l’opera scultorea andrà in mostra a Londra all’inizio del prossimo anno.

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10
Ott
12

BARRY X BALL – L’ossessione dell’oggetto

LUCCA – Museo Nazionale di Palazzo Mansi

17 ottobre – 17 novembre 2012

Nell’estate 2008 Barry X Ball ha avuto la possibilità straordinaria di lavorare su La dama velata (La Purità) di Antonio Corradini, un busto in marmo bianco di epoca barocca appartenente alla collezione permanente di Cà Rezzonico a Venezia. Ball in collaborazione con i suoi partner tecnici della Unocad, hanno realizzato la scansione digitale in 3D dell’opera di Corradini utilizzando uno scanner Breuckmann a frange di luce non invasiva di ultima generazione.

Nello studio newyorkese di Ball i dati della scansione sono stati modificati e rielaborati in modo sostanziale con varie applicazioni che consentono di ‘scolpire’ in modo virtuale: ogni dettaglio del modello virtuale tratto dal Corradini è stato alterato a computer. Piccoli danni dovuti al tempo sono stati risanati. Il drappeggio è stato reso più soffice e liscio, così che il vestito e il corpo che esso nasconde avessero la stessa consistenza. Un ulteriore panneggio è stato aggiunto sia sul retro che nella parte bassa della figura, per creare un’opera veramente a tutto tondo e non soltanto frontale. La croce latina è stata eliminata dalla scollatura per rendere il velo più universale, in omaggio a Venezia quale luogo d’incontro di culture (Europa, Asia, Africa) e religioni (cristiana, islamica, ebrea). La dimensione del seno è stata leggermente aumentata per far prevalere l’aspetto carnale del delicato equilibrio tra pietà e sensualità. La scultura è speculare rispetto a quella del Corradini per realizzare un’immagine straniante, non familiare, sottilmente nuova – per creare una visione trasformata della scultura originale, come se essa si vedesse riflessa in uno specchio.

I dati digitali sono stati poi utilizzati da un laboratorio di Carrara per sgrezzare la scultura in onice con frese ad alta velocità montate su un robot dotato di CNC (computer a controllo numerico) e guidato dal software CATIA CAM (fresatura con computer). La scultura grezza è stata quindi spedita a New York nello studio dell’artista per la finitura a mano. Dopo più di 1500 ore di intaglio, sabbiatura e lucidatura – seguite dalla stesura finale di un velo di resina come impregnante – la scultura era finalmente ultimata. Dal concepimento al completamento, la realizzazione del lavoro è durata più di tre anni.

Per l’evento è previsto il libero ingresso, secondo i seguenti orari dal martedì al sabato: 8.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)

17
Set
12

Acquisizione digitale 3D per la mostra Metamorfosi di Ovidio

“METAMORFOSI Miti d’amore e di vendetta nel mondo romano” è la mostra che il Dipartimento dei Beni culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica dell’Università degli Studi di Padova ha organizzato a conclusione di un progetto di ricerca, durato diversi anni, sull’opera del poeta latino Ovidio (vissuto tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.), il cui poema Metamorfosi rappresenta la più grande “enciclopedia dei miti” che raccoglie più di duecento storie nelle quali i protagonisti, alla fine di rocambolesche vicende, si trasformano in altro: pianta, roccia, fiore, animale…

Proprio le bellissime narrazioni di Ovidio hanno ispirato il percorso della mostra, nella quale grazie ad affreschi, gemme, avori e sculture, si illustra come nel mondo antico l’uomo vivesse circondato dai personaggi del mito. Dei ed eroi, mortali e immortali s’incontrano e si scontrano in vicende d’amore, di tradimento, di vendetta, di morte violenta o accidentale, accompagnando l’uomo romano in tutti i momenti della sua vita: all’interno della casa, rappresentati sulle pareti dei diversi ambienti, o sulle gemme che impreziosivano i gioielli, o ancora eternati sulle casse dei sarcofagi o all’interno delle tombe.

 Per l’allestimento della mostra “Metamorfosi” che si terrà nei locali espositivi del Centro di Ateneo per i Musei (CAM) dell’Università di Padova dal 29 settembre al 1 dicembre 2012, vi era necessità di replicare tre lastre marmoree da sarcofago, conservate rispettivamente nel:

1- Museo Lapidario Maffeiano – Verona

2- presso l’unità operativa Ville e Parchi Storici – Galleria Borghese – Roma

3- Museo Archeologico Nazionale di Venezia,

in modo che le copie una volta realizzate e perfette agli originali potessero essere esposte nella sede della mostra.

A questo scopo l’Organizzazione della mostra ha interpellato la ditta UNOCAD divisione arte di Altavilla Vicentina (VI) la quale ha proposto l’adozione di due tecnologie emergenti: l’Ingegneria Inversa e la Prototipazione Rapida.

Il crescente interesse nell’utilizzo di queste tecnologie nei Beni Culturali, deriva dal fatto che l’acquisizione digitale tramite “3D optical scanner” avviene senza alcun contatto fisico con le superfici dell’opera, nel pieno rispetto della sua integrità.

 Il percorso tecnologico seguito passa attraverso due fasi distinte: l’acquisizione della geometria del reperto e la successiva produzione rapida, realizzata con l’uso di materiale leggero, nel caso della prima copia tramite prototipazione rapida in gesso con tecnologia additiva, mentre per le altre due per asportazione da un blocco di resina modellistica e tramite una fresatrice a controllo numerico.

06
Lug
12

Nuove tecnologie scientifiche aiutano a capire meglio la Roma Antica

Gli storici e gli archeologi hanno studiato le rovine del Foro Romano per secoli, utilizzando gli strumenti a portata di mano per aggiungere alla conoscenza questo centro della vita pubblica romana che ha ospitato elezioni, processioni trionfali, discorsi, negozi, gare e spettacoli di gladiatori.

L’ultima ricerca suggerisce che queste strutture, che noi conosciamo come marmo bianco, possono essere state dipinte a colori.

Bernard Frischer, professore di storia dell’arte presso l’Università della Virginia del College of Arts & Sciences, ha guidato un team di esperti che hanno utilizzato una tecnologia all’avanguardia per trovare tracce di pigmento giallo su un bassorilievo della Menorah dell’Arco di Tito. Nel suo periodo di massimo splendore, il pigmento giallo sarebbe apparso in oro visto a distanza.

Frischer ha detto che la Menorah ha un significato storico. “La Menorah sul rilievo è estremamente importante per gli ebrei, in quanto mostra la Menorah del secondo Tempio di Gerusalemme che Tito ha  saccheggiato nel 70 E.V.“.

 

Foto sopra, rilievo della Menorah sul lato sinistro (sud) dell’Arco di Tito presso i Fori Romani e i dati acquisiti dalla scansione 3D foto in basso.


Frischer, co-direttore per la tecnologia dell'”Arco di Tito Progetto di Restauro”, diretto da Steven Fine alla Yeshiva University di New York, ha riunito esperti per un progetto pilota – usando la tecnologia del 21° secolo per cercare eventuali tracce di pigmento.

Da sinistra, Ivano Ambrosini amministratore della Unocad, Bernie Frischer dell’Università della Virginia e Steven Fine della Yeshiva Università di New York

Lo staff Unocad con la Soprintendente del Foro Romano Cinzia Conti (penultima a destra) e Paolo Liverani (secondo da sinistra) professore di Archeologia all’Università di Firenze.

Questo ha comportato l’utilizzo di due diverse tecnologie molto famigliari.

Sono state utilizzate tecnologie di Reverse Engineering con scanner3D a frange di luce non invasive per l’acquisizione ottica dei dati di tutto il rilievo di 3.9 m x 2 m., e la spettrometria visuale ultra-violetto per determinare la chimica dei depositi di pigmento. Frischer ha richiesto quindi la competenza di UNOCAD per l’acquisizione 3D utilizzando lo SmartScan Breuckmann per ottenere dati dalla massima precisione e Heinrich Piening per la parte della spettrometria visiva ultra-violetto per l’analisi del colore.

Alcune sequenze delle scansioni 3D effettuate sul rilievo della Menorah e l’Apoteosi di Tito al centro dell’Arco durante i lavori da parte di UNOCAD

Dopo gli studi finali sul rilievo, i dati verranno utilizzati per visionare le ricreazioni digitali 3D per “l’Arco di Tito Progetto di Restauro”.

Conclude Frischer: “Oggi, l’unità di arte, scienza e tecnologia sta rapidamente diventando un tema cosciente abbracciando interdisciplinarietà e l’unità di conoscenze derivate dalle conclusioni concordanti da una varietà di discipline in cui la conoscenza e le competenze dei diversi campi apparentemente non correlati quali l’archeologia, storia, chimica e fisica possano convergere per dare una migliore comprensione di entrambi i mondi…umani e naturali. Vedo quindi il progetto dell’Arco di Tito come un buon esempio“.

Hanno parlato di UNOCAD:


http://www.nytimes.com/2012/06/25/arts/design/menorah-on-arch-of-titus-in-roman-forum-was-rich-yellow.html?_r=2

http://yu.edu/cis/activities/arch-of-titus/

06
Lug
12

Unità Dimostrativa dal progetto all’oggetto: l’alta tecnologia nelle opere d’arte

Repliche digitali di opere originali con sistemi di scansione

Prossimo evento presso Fiere di Parma che sarà tenuto dal 21 al 23 Marzo 2013 in collaborazione con UNOCAD Srl

Presentazione del lavoro di duplicazione delle sei statue dell’Antelami collocate all’esterno del Battistero di Parma, i cui originali si trovano nel Museo Diocesiano, che raffigurano i due Arcangeli Gabriele e Michele, il re Salomone e la regina di Saba, il re David ed il profeta Abacuc.

All’interno dell’unità dimostrativa verrà allestita una filiera composta dalle aziende che hanno lavorato al progetto e che mostreranno attraverso l’utilizzo di macchine e dispositivi funzionanti, tutte le fasi della realizzazione di questo prezioso progetto, partendo dalla scansione, alla modellazione virtuale, alla fase di realizzazione prototipi tramite le tecnologie di fabbricazione additiva e asportazione.

La parte dimostrativa sarà abbinata a momenti di conferenze tenute dai partner che hanno realizzato il progetto Sarà invitata all’iniziativa la Sopraintendenza del Ministero per i Beni e le attività culturali dell’Emilia Romagna. Le opere duplicate si trovano al Battistero mentre gli originali sono custoditi al Museo Diocesiano.

15
Mag
12

Aplar 4 applicazioni laser nel restauro

L’incontro dedicato alle applicazioni laser nel restauro, APLAR, è arrivato al suo quarto appuntamento.

Si consolida una comunità tecnicoscientifica che esprime la volontà di uno scambio culturale e che guarda soprattutto alle esperienze pratiche, in Italia e oltre confine. Questa comunità si compone di tutti gli attori che si muovono sul palcoscenico della conservazione, mettendo al centro la figura del Restauratore. Dall’edizione pugliese sono trascorsi due anni, nei quali si sono sviluppate nella pratica del restauro, in maniera sempre più incalzante, riflessioni, sperimentazioni, nuove e diverse applicazioni: che ruolo hanno assunto le strumentazioni laser nelle pratiche e nelle metodologie dei cantieri e dei laboratori di restauro? Quali innovazioni sono state introdotte nelle strumentazioni?
Quali nuove sperimentazioni sono state effettuate? Quali sono le differenze tra l’approccio, l’ottica e il metodo operativo dello studente, del restauratore, dell’esperto scientifico e del direttore dei lavori?
L’approccio alla tecnica laser e la stessa pratica costante ci portano a domandarci chiaramente quali siano le problematiche da risolvere e le finalità da raggiungere. APLAR4 vuole essere uno strumento di stimolo e di confronto, per dare maggiore respiro e possibilità di risposte.
Gli interventi riguarderanno differenti tematiche: applicazioni su diverse tipologie di materiali, sperimentazioni di laboratorio e di cantiere, esperienze di tecnologie, metodologie e strumentazioni diverse. Anche questa edizione, come già iniziato nella precedente, vorrà dare spazio ad un ampliamento del tema, allargando la riflessione sul restauro a quante altre tecnologie intervengono all’interno del processo di conservazione dei Beni Culturali. I due giorni di incontro e di dibattito, infatti, saranno conclusi da una Tavola Rotonda nella quale lo specifico argomento del Convegno sarà contestualizzato in un quadro più ampio sul ruolo delle tecnologie nell’insieme delle azioni operative del restauro, dalla pianificazione degli interventi al controllo degli esiti di ciascuna fase, dalla divulgazione dei risultati finali al monitoraggio dei beni restaurati.

Ivano Ambrosini tratterà il temaAcquisizioni con scanner 3D a frange di luce non invasivo che sarà tenuto presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme – Largo di Villa Peretti 1

Periodo: Roma – 14-15 giugno 2012

10
Mag
12

Terzo Convegno internazionale sulle Gipsoteche

Case di Scultori come Musei”  – E’ terminato di recente (4-5 maggio 2012) il Terzo Convegno internazionale sulle Gipsoteche Organizzato dalla Fondazione Canova di Possagno, dall’Associazione internazionale delle Gipsoteche  (ICPM), dal Ministero per i Beni e Attività culturali – Soprintendenza ai Beni Storici Artistici e Demoantropologici del Veneto, dalla Regione del Veneto, dopo il primo Convegno del 2006 (Restauri e Conservazione delle sculture in gesso) e il secondo Convegno del 2008 (Ateliers degli Scultori), questo terzo appuntamento internazionale di Possagno intende affrontare il tema di abitazioni e Studi di Scultori che sono diventati sedi museali, affrontando i particolari problemi di esposizione, conservazione, fruizione dei beni artistici di gesso e documentali contenuti.

Un evento culturale e scientifcio di levatura europea che si è rivelato uno degli eventi culturali, formativi e scientifici più interessanti tra quelli non solo della Fondazione Canova in quest’anno ma della stessa rete dei Musei pubblici e privati del Veneto. Relatori qualificati, temi di straordinaria attualità e progetti di valorizzazione delle raccolte d’arte a fini turistici e culturali sono stati gli ingredienti di questo successo. Per consultare quale è stato il programma leggi: http://goo.gl/t0PNi

In questo percorso, Unocad è stata invitata come relatore sul tema “Moderne tecnologie di prototipazione rapida per sculture in gesso” tenuto da Ivano Ambrosini amministratore delegato della società.

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