Archive for the 'RESTAURO' Category

10
Giu
13

Il San Giovannino di ùbeda risorto in 3D – Convegno internazionale a Firenze

Il 26 luglio 1936 nei primi giorni della Guerra Civile spagnola, la statua di Úbeda venne ridotta in pezzi dalla furia iconoclasta dei repubblicani. A distanza di quasi ottanta anni dalla distruzione, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha restaurato il San Giovannino proveniente dalla Capilla del Salvador de Úbeda (Spagna), attribuito da Manuel Gómez Moreno nel 1930 a Michelangelo. Più di recente l’attribuzione è stata ripresa e sostenuta da Francesco Caglioti sulla base di nuovi studi anche di carattere stilistico, iconografico e documentario. Ha iniziato la sua verifica proprio dalle foto, andando a cercarle in varie fototeche storiche e reperendone una quindicina.

Giovannino-di-Ubeda_3D San-Giovannino-di-Ubeda_3D
È stata l’energica volontà di recuperare la scultura da parte della Fondazione culturale della Casa Ducale di Medinaceli, proprietaria dell’opera, già nella Cappella del Salvatore della cittadina andalusa, a rendere possibile la fruttuosa collaborazione con il Settore dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che si è prodigato nella ricerca delle metodologie da applicare in questo caso di studio e nel reperimento delle risorse necessarie.
Per un lungo periodo infatti i frammenti sono stati lontani dal dibattito critico, nonostante l’illustre attribuzione al maestro fiorentino e l’altissima qualità artistica del San Juanito già appartenuto a Francisco de los Cobos, segretario dell’imperatore Carlo V.
La ricomposizione dei pochi frammenti rimasti della scultura rappresenta un momento unico di riflessione critica, ma anche un’importante sfida per il conservatore. Di fatto, gli scarsi pezzi recuperati non permettevano la restituzione dell’opera nella sua integrità. L’utilizzo delle tecnologie digitali di scansione tridimensionale, applicate negli ultimi tempi per la realizzazione di copie di opere d’arte, ha permesso il montaggio dei frammenti grazie ad un modello virtuale che ha consentito di determinarne l’esatta posizione, a partire dalle fotografie storiche.
Durante il convegno interverranno i ricercatori dell’OPD e degli enti, soprintendenze, Università, Musei internazionali coinvolti nel progetto di studio e restauro.

Sarà presente anche Ivano Ambrosini di UNOCAD Srl che farà un intervento sulle “Tecnologie di scansione e di prototipazione 3D nel restauro integrativo scultoreo”.

Programma del convegno

Firenze 24-25 giugno 2013
Convegno (programma suscettibile di variazioni)
Informazioni di servizio:
Durante il convegno sarà attivata la traduzione simultanea.

E’ prevista la stampa degli Atti del Convegno in lingua italiana e spagnola, che potranno essere prenotati.
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi on line   (sino al  raggiungimento del numero di  persone  consentito dalla sala e comunque entro il 20 giugno) presso il sito dell’Opificio delle Pietre Dure.

Luogo del convegno
Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Via F. Portinari 5, 50122 Firenze

Fonte: Opificio delle Pietre Dure

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05
Apr
13

Il Principe Lubomirski “ritrova” la testa

Nuovo restauro hi-tech su un’opera di Antonio Canova affidato a Unocad: sarà ricostruita e ricollocata al suo posto la testa mancante, distrutta dalla guerra, del gesso possagnese del capolavoro “Il Principe Lubomirski come Amore”

Così bello, da perdere la testa. E in effetti il “Principe Henryk Lubomirski come Amore” – modello originale in gesso, conservato alla Gipsoteca di Possagno, del capolavoro di Antonio Canova – la testa l’ha persa per davvero, distrutta dal bombardamento austriaco sulla Pedemontana del Grappa del novembre 1917.

lubomirski_3

Una ferita della Storia che oggi, grazie alle nuove frontiere dell’era digitale, sta per essere finalmente rimarginata.
Dopo il restauro hi-tech del gesso possagnese della “Danzatrice con i cembali”, a cui sono state restituite le braccia mancanti grazie alle più evolute tecnologie di scansione 3D e di modellazione matematica computerizzata, UnoCad farà infatti rinascere con lo stesso procedimento lo splendido volto del principino polacco, ritratto a grandezza naturale da Antonio Canova nel 1787 e raffigurato come Amore, sul modello acefalo di Possagno.
Un innovativo progetto che oggi trova la sua concreta esecuzione, ma che nasceva di fatto già sei anni fa. Nel 2007 – in occasione dell’esposizione a Possagno del marmo originale del “Principe Lubomirski come Amore”, conservato nel castello Lubomirski a Łançut, in Polonia – gli specialisti di Unocad hanno realizzato la scansione tridimensionale della testa, il cui modello matematico virtuale sarà ora utilizzato per riprodurne una replica perfetta in gesso.

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Il “clone” della testa del “Principe” sarà quindi creato con una stampante 3D a prototipazione rapida, e dopo la rifinitura finale sarà collocato sul modello di gesso della Gipsoteca, di cui è stato pure acquisito il modello matematico tridimensionale.
La tecnologia all’avanguardia permetterà così di ammirare il gesso del “Lubomirski” in tutta la sua ritrovata bellezza, ricostruito e restaurato, con una mostra-evento che sarà organizzata nei prossimi mesi.
Il sofisticato restauro è stato presentato in una conferenza stampa a Possagno, indetta e coordinata dal direttore della Gipsoteca Canoviana Mario Guderzo.

Sono intervenuti, nell’occasione, il presidente della Fondazione Antonio Canova di Possagno, on. Giancarlo Galan; la soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Veneto Orientale, Marica Mercalli e i presidenti dei Rotary Club del territorio, finanziatori dell’intervento.
Presente inoltre all’incontro stampa in Gipsoteca, in rappresentanza di UnoCad, l’amministratore Ivano Ambrosini: un nuovo incarico di prestigio per l’azienda di Altavilla Vicentina, diventata ormai un nome di riferimento nazionale nel campo dell’acquisizione tridimensionale e del reverse engineering applicati all’Arte.

15
Mag
12

Aplar 4 applicazioni laser nel restauro

L’incontro dedicato alle applicazioni laser nel restauro, APLAR, è arrivato al suo quarto appuntamento.

Si consolida una comunità tecnicoscientifica che esprime la volontà di uno scambio culturale e che guarda soprattutto alle esperienze pratiche, in Italia e oltre confine. Questa comunità si compone di tutti gli attori che si muovono sul palcoscenico della conservazione, mettendo al centro la figura del Restauratore. Dall’edizione pugliese sono trascorsi due anni, nei quali si sono sviluppate nella pratica del restauro, in maniera sempre più incalzante, riflessioni, sperimentazioni, nuove e diverse applicazioni: che ruolo hanno assunto le strumentazioni laser nelle pratiche e nelle metodologie dei cantieri e dei laboratori di restauro? Quali innovazioni sono state introdotte nelle strumentazioni?
Quali nuove sperimentazioni sono state effettuate? Quali sono le differenze tra l’approccio, l’ottica e il metodo operativo dello studente, del restauratore, dell’esperto scientifico e del direttore dei lavori?
L’approccio alla tecnica laser e la stessa pratica costante ci portano a domandarci chiaramente quali siano le problematiche da risolvere e le finalità da raggiungere. APLAR4 vuole essere uno strumento di stimolo e di confronto, per dare maggiore respiro e possibilità di risposte.
Gli interventi riguarderanno differenti tematiche: applicazioni su diverse tipologie di materiali, sperimentazioni di laboratorio e di cantiere, esperienze di tecnologie, metodologie e strumentazioni diverse. Anche questa edizione, come già iniziato nella precedente, vorrà dare spazio ad un ampliamento del tema, allargando la riflessione sul restauro a quante altre tecnologie intervengono all’interno del processo di conservazione dei Beni Culturali. I due giorni di incontro e di dibattito, infatti, saranno conclusi da una Tavola Rotonda nella quale lo specifico argomento del Convegno sarà contestualizzato in un quadro più ampio sul ruolo delle tecnologie nell’insieme delle azioni operative del restauro, dalla pianificazione degli interventi al controllo degli esiti di ciascuna fase, dalla divulgazione dei risultati finali al monitoraggio dei beni restaurati.

Ivano Ambrosini tratterà il temaAcquisizioni con scanner 3D a frange di luce non invasivo che sarà tenuto presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme – Largo di Villa Peretti 1

Periodo: Roma – 14-15 giugno 2012

09
Mar
12

La danzatrice rialza le braccia al cielo

L’acquisizione digitale della Danzatrice con i cembali, della scultura in marmo nel Bode-Museum di Berlino e del gesso del Museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno, al fine di reintegrare quest’ultimo, rimasto danneggiato durante la Grande Guerra.

In questo impegnativo progetto due tecniche collaudate come l’ingegneria inversa e la prototipazione rapida testimoniano il crescente connubio tra tecnologia e arte, sia nelle metodologie utilizzate che per i risultati ottenuti. Il progetto che aveva come obiettivo l’integrazione reversibile delle mancanze al master canoviano è stato realizzato dal confronto per differenza morfologica dei rispettivi rilievi 3D, della scultura figlia in marmo sita nel Bode Museum di Berlino e del gesso frantumato di Possagno.

danzatrice con i cembalidanzatrice con cembali_bode museum

I due rilievi

Per ottenere un rilievo dettagliato delle due opere è stata scelta una tecnologia ottica di reverse engineering a frange di luce, basata su un metodo di misura tridimensionale senza contatto. Questo tipo di scansione non solo garantisce la totale sicurezza dell’opera che non viene né toccata né spostata, ma ne permette anche una conoscenza molto più incisiva e analitica, nonché obiettiva.

La recente sensibilità della direzione musei verso queste sempre più performanti tecnologie ha permesso l’ottenimento di due modelli informatici ad alto grado di affidabilità che presentano caratteristiche metrologiche e potenzialità d’utilizzo pari a famosi progetti, come ad esempio il Michelangelo Project. Nel rilievo di entrambe le opere è stato utilizzato uno “smartSCAN duo”, scanner 3D prodotto e sviluppato dalla società tedesca Breuckmann per specifiche applicazioni nel campo dell’arte e dei beni culturali.

 La selezione dei punti sulle due sculture ed il computo delle loro reciproche distanze ricorda il processo seguito da CANOVA con compasso e repere, ma con evidenti vantaggi dal punto di vista della oggettività delle misurazioni e della semplificazione del processo di studio.

scansione3d danzatrice possagnorilievo3d

Questo lettore ottico, capace di acquisire nuvole di punti con errori di misura tipicamente tra 0,05 e 0,1 mm e una risoluzione laterale fino a 0,06 mm, ha permesso l’ottenimento dei modelli completi “a tutto tondo”, perfettamente descritti con triangoli di risoluzione variabile, allineando contestualmente con un’operazione di “merging” le 440 differenti viste angolate sul marmo di Berlino e le oltre 300 per il gesso di Possagno. Lo strumento permette inoltre di archiviare tutte le informazioni sul colore corrispondente a qualsiasi coordinata 3D registrata.

rilievo danzatrice con cembaliscansione3d_danzatrice

 

Questi modelli matematici rappresentano di fatto un valido supporto alla documentazione, catalogazione e musealizzazione virtuale delle due opere e diventano fondamentali nel processo di riproduzione, mediante le tecniche di prototipazione rapida.

scansione3d_mesh

Comparazione

La ricostruzione delle geometrie definitive, dovendo gestire una grande mole di dati che devono essere a loro volta manipolati, è l’attività più laboriosa del processo, richiede particolari strumenti software per l’editing delle nuvole di punti. Dopo aver uniformato i differenti sistemi di riferimento, i due modelli digitali così ottenuti sono stati importati nell’ambiente software di INUS Technology per l’analisi di comparazione finalizzata a definire le esatte mancanze nel gesso di Possagno.

 

 

 

 

 

La modellazione tattile
Un’ulteriore tecnica si è resa necessaria nel processo per adattare in modo perfetto le mancanze, ora identificate, alle corrispondenti superfici sculturate del gesso mutilato. Questa tecnica brevettata, meglio conosciuta come “freeform modeling”, utilizza il senso del tatto per modificare e stilizzare i dati di scansione scolpendoli metaforicamente al computer come con l’argilla. Un set completo di strumenti di modellazione, di dettaglio e controllo dimensionale, scavano e penetrano direttamente sulla forma adattando così i dati poligonali importati, seguendo l’impulso creativo richiesto direttamente dalla mente alla materia.

La stessa tecnica ha permesso inoltre, con minimi interventi, di completare in perfetta curvatura alcune zone tra le dita nell’interno delle mani, impossibili da raggiungere dalle ottiche della strumentazione utilizzata durante la fase di rilievo sul marmo di Berlino. Tutti i modelli digitali sono ora definiti per il trasferimento finale alla produzione rapida, cioè alla ricostruzione di tutte le mancanze necessarie per completare e rendere leggibile nuovamente il gesso di Possagno.

Prototipazione rapida

Tutti i modelli digitali sono ora definiti per il trasferimento finale alla produzione rapida, cioè alla ricostruzione di tutte le mancanze necessarie per completare e rendere leggibile nuovamente il gesso di Possagno. La prototipazione rapida (RP) è una tecnologia che rende possibile la produzione in poche ore e senza l’ausilio di utensili, di oggetti di geometria comunque complessa direttamente dal modello digitale 3D, realizzati sezione dopo sezione in modo additivo. Basata sulla metodologia “per accrescimento” questa tecnica permette di ottenere l’oggetto mediante l’aggiunta e l’aggregazione successiva di strati di materiale come la polvere di gesso, leggera, ecologica e atossica.

   

Altro punto a favore di questa scelta, la possibilità di creare delle protesi completamente vuote all’interno e quindi estremamente leggere, con spessori costanti di 2 millimetri che garantiscono una buona consistenza meccanica e una buona resistenza alle alte temperature, grazie alla successiva impregnazione di una resina bicomponente trasparente. Alcuni parametri ottimali nella realizzazione di queste “protesi prototipali” sono stati individuati e confermati dalla precedente esperienza acquisita nello storico intervento di restauro al gesso di Paolina Bonaparte nel 2002.

L’integrazione reversibile
La Danzatrice con i cembali è tra le statue di Canova più leggiadre e ricche di levità. La Grande Guerra, nel dicembre del 1917, le ha frantumato le braccia, togliendole la dolcezza dei cembali che gioiosamente suonava tra le dita. Restaurare un’opera in gesso così importante e quindi conservarla, valorizzandola per come ci è stata consegnata, è un’operazione delicatissima. Ai danni causati dalla prima guerra mondiale si era intervenuto in modi e forme diversificate nei tempi, l’innovazione in questo tecnologico processo esecutivo è il fatto che rispetta il principio della reversibilità su tutti i componenti innestati. Riteniamo cha vada annoverato come fattore di successo dell’intervento l’aver dato “una” risposta e non “la” risposta al problema conservativo, estetico e ricostruttivo ma di aver stimolato il mondo dell’arte offrendo alla mente una proposta e un dialogo su cui crescere.

11
Giu
10

DIFENDIAMO L’ARTE

Sicuramente non è il massimo della bellezza vedere il degrado di questa statua qui riportata!


Chi non desidera vedere in un’opera i dettagli perfetti e armoniosi?

Finalizzata al rilievo di opere scultoree da “catalogare, restaurare o riprodurre”, Unocad aggiunge una nuova dimensione nello studio e nella divulgazione dell’arte con la reale possibilità di creare repliche digitali dei preziosi pezzi da museo.

Cogliete quindi l’invito per proseguire il “percorso museale” e scoprire i lavori di Unocad eseguiti con le più moderne tecnologie del
Reverse engineering!

CLICCATE E APRITE LA PORTA!

Schedare un bene culturale è la fase essenziale per la conoscenza e la conservazione di ogni oggetto. Per conoscerne forma, colore, volume e materiale responsabili di musei e di collezioni artistiche annotano diligentemente migliaia di caratteristiche per conservarne memoria. Ma quale scheda potrà mai restituire allo studioso l’opera così come appare?

Con l’utilizzo di sistemi di scansione di semplice trasportabilità e rapidità esecutiva, Unocad permette di digitalizzare qualsiasi oggetto senza mai intervenire direttamente sull’opera che non viene né toccata né spostata dalla sua sede.

Tecnologie innovative ricostruiscono in seguito tutte le informazioni su ingombri e proporzioni, per una facile e intuitiva consultazione multimediale, indipendentemente dalla complessità nella forma, materiale o dimensioni dell’opera.

08
Lug
09

Rapid Prototyping – Servizi di prototipazione rapida

UNOCAD fornisce servizi di prototipazione rapida, stereolitografia, sinterizzazione, stampa a getto e realizzazione di stampi in silicone, ricercando e sviluppando materiali innovativi.
L’obiettivo è quello di ottenere prototipi di ottima qualità superficiale, con una eccellente riproduzione nei dettagli ed estrema resistenza all’usura. (vedi alcuni esempi)

Realizziamo particolari in:

nylon: sinterizzato con buone caratteristiche meccaniche da utilizzare per prove funzionali e d’assemblaggio, tecnologia che offre la miglior funzionalità delle parti costruite e il miglior compromesso qualità/costo. Possiamo fornirvi parti verniciate per essere visionate dal marketing o fotografate per la presentazione  su cataloghi.

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resina:  semitrasparente con elevato grado di precisione, ideale per prototipi concettuali di buona finitura estetica – rigida, ideale per superfici lisce e dettagli particolarmente precisi – elastomero disponibile in vari colori e moduli Shore A di durezza.

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gesso: serie di strati depositati uno dopo l’altro e ogni volta impregnati con il collante nelle singole sezioni. Il modello ottenuto può essere infiltrato con vari materiali per migliorare la durezza e la finitura superficiale. Ideale per prototipi concettuali per applicazioni artistiche.

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UNOCAD è in grado di fornire in un unico pezzo prototipi di dimensioni fino a 500 x 400 x 200 millimetri.

Unocad assicura estrema riservatezza, alta qualità del lavoro, nonché l’ottima tempistica nella riproduzione.
Rimaniamo  a Vostra completa disposizione per qualsiasi tipologia di preventivo.

18
Giu
09

Le tecnologie 3D di UNOCAD al servizio dei marmisti

UNOCAD presenta le più moderne tecnologie di reverse engineering e rapid prototyping al servizio dei marmisti nella ricostruzione virtuale di opere d’arte per catalogarle, restaurarle o riprodurle.

Per coloro che desiderano realizzare oggetti scolpiti minuziosamente difficili da produrre con sistemi tradizionali di modellazione, offriamo una soluzione (anche in service) che permette di plasmare forme complesse di altissimo dettaglio,  partendo da una semplice fotografia.

Modellazione 3D

In alternativa, disponendo dell’oggetto fisico, con l’utilizzo di sistemi di scansione di semplice trasportabilità ma di altissima qualità, Vi restituiamo fedeli repliche digitali, per produrre in seguito copie (sculture 3D a tutto tondo) di diversa scala o tipologia di materiale. Queste tecnologie non prevedono né il contatto sull’opera né il suo spostamento, garantendone così la completa tutela e salvaguardia.

Gonzaga confronto

Sulla base di un’attenta ricerca sull’impiego del materiale (marmo) abbiamo tra l’altro prestato particolare attenzione al crescente settore del design internazionale, sviluppando una serie di inedite textures tridimensionali di cui riportiamo alcune immagini di realizzazioni su lapideo.




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